Sunday 15 February 2026 - 15:21
I religiosi in prima linea nel “grande confronto di civiltà con l’Occidente” / Necessità di una rilettura documentata della storia contemporanea per le nuove generazioni

Il direttore dei seminari religiosi del Paese, l’Ayatollah Arafi, riferendosi al «grande confronto di civiltà» tra la Rivoluzione Islamica e la moderna civiltà occidentale, ha dichiarato: «I religiosi sono in prima linea nel “grande confronto di civiltà con l’Occidente” e la conoscenza di questo campo è una necessità strategica; senza comprendere il nostro ruolo in questa battaglia conoscitiva e civile, il nostro cammino sarà incompleto».

Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Alireza Arafi, direttore dei seminari religiosi del Paese, intervenendo all’assemblea nazionale dei dirigenti delle istituzioni seminariali, svoltasi presso il Centro di gestione dei seminari femminili, dopo aver celebrato l’epica partecipazione popolare alla manifestazione del 22 Bahman e gli ultimi giorni del mese di Shaʿban, ha sottolineato la necessità di una preparazione completa dei seminari in vista del mese benedetto di Ramadan, definendolo «la scuola che sostiene la religiosità e la divulgazione».

Richiamando la tradizione del Profeta dell’Islam (S) e degli Imam Immacolati (A) nell’esortare alla preparazione per il Ramadan, ha affermato: «Nelle fonti tradizionali sono menzionati oltre cento nomi e attributi per il mese benedetto di Ramadan, e per nessun altro periodo temporale esiste una descrizione così ampia».

Il membro del Consiglio superiore dei seminari ha aggiunto che il Ramadan è «il recipiente luminoso della manifestazione dei Nomi e degli Attributi divini» e che una delle sue caratteristiche straordinarie è la moltiplicazione del valore delle opere: secondo le tradizioni, la recitazione di un solo versetto del Corano nel mese di Ramadan equivale alla lettura completa del Corano negli altri mesi, e alcune opere possono accrescere il loro valore «fino a mille volte mille».

Ha proseguito spiegando che in questo mese perfino gli atti leciti del credente che osserva il Ramadan assumono il colore dell’adorazione; inoltre il perdono dei peccati si manifesta in modo particolare, tanto che l’uomo, rispettandone le condizioni, ne esce puro come nel giorno della nascita.

L’Ayatollah Arafi ha precisato che la preparazione al Ramadan nei seminari non deve essere soltanto individuale, ma anche istituzionale, organizzativa e strategica, e che le istituzioni seminariali possono trasformare il clima spirituale della società durante questo mese.

Coesione tra le istituzioni seminariali

Ringraziando per la sinergia tra le istituzioni nelle programmazioni comuni, ha ricordato la recente esperienza positiva di coordinamento nelle missioni di divulgazione su larga scala, definendo tale unità «una benedizione divina» e sottolineando la necessità di rafforzarla anche a livello provinciale.

Comprendere il confronto di civiltà: missione fondamentale dei seminari

Ritornando al tema del «grande confronto di civiltà» tra la Rivoluzione Islamica e la civiltà occidentale moderna, ha ribadito che i religiosi sono in prima linea e che la comprensione di questo scenario è una necessità strategica. La Rivoluzione Islamica – ha affermato – è il primo movimento contemporaneo ad essere entrato in questo campo in modo proattivo, e le pressioni contro la Repubblica Islamica derivano principalmente da questo scontro di paradigmi, non soltanto da questioni militari.

Se sapremo presentare correttamente il nostro discorso – ha aggiunto – avremo un vasto pubblico internazionale, come dimostrano le esperienze delle attività oltreconfine.

I fondamenti della civiltà occidentale

L’Ayatollah Arafi ha quindi elencato alcune parole-chiave filosofiche e conoscitive alla base della civiltà occidentale: relativismo epistemologico, materialismo nell’ontologia e nell’antropologia, umanesimo, primato dell’individuo, centralità del piacere e dell’utilità, pragmatismo, interpretazioni relativistiche dei testi, liberalismo, secolarismo e la teoria della «fine della storia». Tali presupposti – ha detto – hanno permeato le scienze umane, il sistema educativo, l’arte, lo stile di vita e le strutture sociali.

Ha precisato che avvalersi dei risultati scientifici dell’Occidente è razionale, ma ignorarne il “software” filosofico è un errore; per questo le forze seminariali, soprattutto nell’ambito educativo e delle élite, devono entrare in questo campo con consapevolezza critica.

Conoscere la nuova generazione

Sottolineando le differenze tra la generazione attuale e quelle passate, ha osservato che il giovane di oggi è esposto a un flusso ampio, variegato e rapidissimo di informazioni ed è confrontato con fenomeni quali disattenzione, smarrimento, difficoltà nell’accogliere le verità spirituali e possibilità di inganno. Per questo la conoscenza della psicologia della nuova generazione è condizione essenziale per il successo della divulgazione islamica.

Il giovane credente di oggi – ha aggiunto – vive in condizioni più complesse rispetto al passato, e per questo il valore della sua perseveranza è raddoppiato, così come quello dell’opera del divulgatore e dell’educatore.

Ridefinire la divulgazione

L’Ayatollah Arafi ha insistito sul ritorno al significato profondo e coranico della divulgazione islamica: essa non deve limitarsi alla trasmissione di informazioni, ma essere un processo educativo, fondato sulla ricerca e capace di incidere nel profondo dell’animo del destinatario.

Ha inoltre sottolineato il ruolo centrale dell’istruzione e della formazione, affermando che tutte le istituzioni devono sentirsi responsabili nei loro confronti e presentare programmi operativi per l’attuazione del documento di riforma educativa. Senza attenzione alle condizioni economiche di insegnanti e dirigenti – ha precisato – non si possono raggiungere gli obiettivi educativi più elevati.

Sinergia culturale a livello provinciale

Raccomandando ai dirigenti provinciali di rafforzare gli incontri di coordinamento tra le istituzioni culturali, seminariali e di divulgazione, ha osservato che in molte province operano decine di enti culturali: se queste capacità venissero organizzate in una catena strategica coerente, si produrrebbero grandi trasformazioni. Ha inoltre insistito sulla necessità di dati precisi, analisi strategiche, valutazioni continue e sistemi di feedback, ricordando che non vi è spazio per tentativi improvvisati.

La Rivoluzione Islamica e l’abolizione della monarchia

Il membro del Consiglio dei Guardiani ha indicato tra i principali risultati della Rivoluzione Islamica l’abbattimento del sistema monarchico, definendolo uno dei più importanti mutamenti della storia contemporanea dell’Iran: la Rivoluzione ha rovesciato un sistema privo di legittimità, fondato sull’oppressione, ristabilendo l’indipendenza del Paese.

Ha infine sottolineato la necessità di una rilettura documentata della storia contemporanea per le nuove generazioni e della produzione di contenuti accurati, fondati su fonti solide e in un linguaggio adeguato all’epoca attuale, per illustrare le conquiste della Rivoluzione Islamica.

In conclusione, l’Ayatollah Arafi ha ringraziato i dirigenti e gli operatori delle istituzioni seminariali, esortando alla prosecuzione del coordinamento e degli sforzi comuni per rafforzare il fronte culturale e l’impegno nella divulgazione in vista del mese benedetto di Ramadan.

A cura di Mostafa Milani Amin

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